TREKKING PER LE VIE CAVE ETRUSCHE

 

TRA PITIGLIANO, SORANO, SOVANA, VITOZZA

 

7 - 8 agosto 2021

 

 

Le vie cave e le belle città del tufo di Pitigliano, Sorano, Sovana, Vitozza e San Quirico; un viaggio indietro nel tempo nella natura e nei misteri della Maremma Toscana, saremo baldanzosi esploratori in cammino nelle fresche vie cave e faremo anche una visita guidata con Stefania di Pitigliano.

 

 

Già nel 2004 le Vie cave di Pitigliano e Sorano vengono riconosciute come beni di interesse mondiale e pertanto da tutelare.

 

Le Vie Cave sono opere uniche al mondo, antichissimi ed affascinanti percorsi etruschi, misteriosi corridoi scavati nella roccia tufacea che caratterizza il territorio di questa parte della Maremma; le ragioni che hanno portato gli Etruschi a realizzare questi percorsi sono ancora un mistero.

 

Essi divennero maestri nella lavorazione e perforazione di questo materiale poroso e relativamente fragile, costruirono tombe, ipogei, pozzi e cunicoli ma le opere più singolari sono le cosiddette vie cave o tagliate, corridoi semi sotterranei con pareti alte 20-30 metri. La lunghezza dei percorsi, il loro anomalo andamento, la permanente semioscurità, le aperture e i repentini restringimenti in cui si imbatte chi vi si avventura, rendono suggestivi e spettacolari questi arcaici corridoi.

 

Di certo non furono opere per canalizzare le acque, né tantomeno vie di comunicazione.

 

Perché scavarle così in profondità?  Molte hanno andamento parallelo tra loro, altre si intersecano creando dei labirinti, altre ancora hanno andamento concentrico.

 

Ci sono delle risposte certe, delle teorie, delle leggende, delle storie…poi nel Medioevo, proprio in questi luoghi ricchi di sacralità e mistero, per esorcizzare il culto pagano, il cristianesimo volle costruire tabernacoli, chiese, oratori e cappelle.

 

Percorrerle oggi ci riempie di bellezza e ci fa rivivere i misteri e la sacralità del popolo etrusco che proprio nel culto dei morti, nel realizzare necropoli sembra volere stabilire un contatto col sottosuolo; tagliare la roccia penetrare il suo cuore, addentrarsi nei suoi bui recessi, significava aprire un varco verso una dimensione sovrannaturale;  il mondo dei vivi e quello dei morti entravano in contatto attraverso questi cunicoli e labirinti che dovevano essere percorsi con rigidi ritualismi di cui noi oggi percepiamo ancora l’intensa potenza di contatto. più info qui

 


 

FINE ESTATE SULL’ISOLA DAL CUORE DI GRANITO

 

 l’ISOLA DEL GIGLIO IL 12 E 13 SETTEMBRE

 

Non è un week end ma una domenica ed un lunedì che qualcuno potrebbe apprezzare, due giornate di trekking sull’isola dal cuore di granito, tra ultimi bagni estivi e profumo di mosto 

 

 

 

Se l’Elba ha il cuore di ferro, il Giglio ce l’ha di granito. L’isola è collocata di fronte al promontorio dell'Argentario e per la sua posizione geografica "strategica" ebbe una storia avventurosa e contesa. Già abitata all'Età della Pietra, poi dagli Etruschi che ne fecero pare un avamposto militare, fu sotto il dominio romano che ebbe il momento di maggiore splendore. Il suo nome deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco “aigilion”, capra: isola delle capre, sulla quale prevale la macchia bassa mediterranea caratterizzata dal cisto e da altre essenze profumatissime. Non mancano specie rare ed endemiche del parco come il discoglosso sardo, sono frequenti gli incontri con i conigli selvatici e molti sono gli uccelli che qui si soffermano durante la migrazione autunnale. Non è raro inoltre avvistare i cetacei. Andremo alla scoperta della storia di quest’isola, del suo territorio, delle sue coste e spiagge al ritmo dei nostri passi, i fari a nord e a sud dell’isola e quello della Vaccareccia saranno i nostri punti di riferimento, percorrendo sentieri e vecchie mulattiere che gli abitanti usavano per spostarsi da una parte all’altra dell’isola. Numerose sono le vigne e della sua storia vinicola passata rimangono i caratteristici palmenti, piccole costruzioni rurali dette capannelli dai gigliesi ed utilizzati per la spremitura dell’uva. Oggi si possono trovare molti vini interessanti, di cui il più noto è l’Ansonoca. In una stagione estiva non ancora conclusa potremo concederci qualche bagno in mare e sentiremo il profumo del mosto che comincia a fermentare; il senso di quiete e di pace che ci avvolge ci conquisterà. Link per vedere foto dei trekking passati sull’isola https://www.odiapiedi.com/galleria/arcipelago-toscano/

più info a questo link

 


 

LA VIA GHIBELLINA DA FIRENZE A LA VERNA 

 Dal 17 al 20 giugno 2021

 

La Via Ghibellina collega Firenze con il Santuario de La Verna, meta spirituale dell'itinerario, per un totale di circa 80 km, è un trekking impegnativo per la lunghezza delle tappe ed il dislivello.

 

In un territorio già segnato da antiche strade di origine romana, è certo che un contributo rilevante alla viabilità venne dai conti Guidi di Poppi, importante famiglia che per circa cinque secoli estese il suo dominio feudale sulla Romagna, il Casentino, parte delle terre fiorentine e di quelle pistoiesi. La Ghibellina era chiamata Via dei Guidi di Poppi, e proprio alla nobile famiglia era delegata la sua manutenzione; i conti Guidi tramite questa strada potevano portare prontamente il loro aiuto militare a Firenze, città alleata.

 

Venute meno le esigenze strettamente militari, la zona si andò affermando come luogo di fede: accanto all’abbazia di Vallombrosa, complesso di grande rilevanza spirituale, c’è il santuario di Santa Maria del Sasso di Bibbiena, costruito per volere di Lorenzo il Magnifico, quello di Santa Maria delle Grazie a Stia, il monastero di San Giovanni Evangelista e quello di Santa Maria della Neve a Pratovecchio. I primi 3 santuari sono sul nostro percorso, l’itinerario si conclude al santuario de La Verna, fondato da san Francesco nel 1213: luogo di stupefacente bellezza e tra i più importanti del francescanesimo. La tappa finale di 14 km ci consente di arrivare abbastanza presto a La Verna e potremo quindi visitare e approfittare della bellezza e della quiete straordinaria di questo luogo.

 

Il percorso attraversa il Casentino, oasi verde dell’Appennino tosco romagnolo, è una delle terre più belle della Toscana. La sua conformazione lo rende simile a un anfiteatro racchiuso entro dorsali montuose e attraversato dall’Arno. La Via Ghibellina si snoda dunque attraverso una ricca varietà di paesaggi, passando dalla vite e dall’olivo delle colline prossime a Firenze, alle faggete e ai pascoli di media quota.

 

Quasi tutto il percorso si snoda su sentieri, strade bianche o se asfaltate, poco trafficate. Alcuni tratti lastricati testimoniano un’antica origine. 

 

Dal Palazzo del Bargello, centro del potere dei conti Guidi e attraversando Piazza Santa Croce giungiamo sui lungarni di Firenze che percorriamo fino a Nave di Rovezzano. Si raggiunge l’Antico Spedale del Bigallo, dove nel Medioevo venivano accolti i viandanti. Si prosegue salendo verso Montecucco, percorrendo suggestivi lastricati, per scendere poi ai ruderi del Monastero di Corsignano, ora detto Monasteraccio. Prima di Rignano sull'Arno si incontra il sito di Castelluccio di Rignano e la stupenda Pieve di San Leonino.  Salendo verso Vallombrosa si incontra la Pieve di San Pietro a Pitiana sulla Via Aretina Vetus, e dopo un’erta salita di 6 km che fa toccare quota 1.000 metri di altitudine, si giunge a uno dei luoghi più visitati della Toscana: l’abbazia di Vallombrosa con la sua stupenda foresta che regala un momento di grande emozione.

 

Dalla Croce Vecchia si scende verso Pieve Molino, e più oltre si attraversa il torrente Pistiano su un bellissimo ponte medievale. Da Pagliericcio dove è possibile visitare il Mulino Grifoni mosso dalle acque del Torrente Solano, ancora in funzione per merito dei fratelli Grifoni che con amore e dedizione proseguono il lavoro dei loro avi. (info qui)


GRANDE TRAVERSATA ELBANA

La spina dorsale dell’isola

 dal 30 maggio al 2 giugno 2021

 

La Grande Traversata Elbana è la spina dorsale che attraversa tutta l’isola, da est a ovest diramandosi poi a nord e a sud in prossimità del Monte Capanne.

Percorrendo questo magnifico sentiero possiamo conoscere tutti gli ambienti dell’isola, con cambi di vegetazione frequenti; le rocce variegate e variamente mineralizzate che hanno determinato da sempre la storia estrattiva dell’isola e parte del suo aspetto attuale sono il colorato substrato su cui ci muoveremo.

Le fioriture saranno al massimo del loro splendore e solo per ricordare qualche essenza, cammineremo tra il giallo delle ginestre, il viola della lavanda, il bianco degli asfodeli, il rosa dei cisti, le variegate orchidee, tra profumi e visioni inebrianti.

E’ un trekking grandioso che percorreremo in 4 giorni, si svolge per lo più su crinale e, oltre ad offrire continui affacci su tutti i versanti dell’isola, il continente, le altre isole dell’arcipelago e la Corsica, permette di raggiungere i centri abitati dell’isola ed entrare in contatto con la realtà del posto.

Il trekking è valutato di difficoltà E, in alcuni tratti EE. Verranno affrontate discrete pendenze e il fondo spesso costituito da roccia viva non è semplice da percorrere; più di 70 km di percorso, in salita e in discesa oltre 2000m di dislivello; una bella soddisfazione oltre che un innegabile piacere. (più info)

Foto del trekking che abbiamo effettuato a settembre 2020 a questo link:  foto GTE