Il promontorio del Circeo Ponza e Zannone, un insolito mare

 

29 ottobre – 2 novembre

 

 

Il Circeo secondo Plinio e Strabone, era il limite meridionale del Latium Vetus, la terra madre dei Latini.

 

Al Circeo è ubicata la leggenda della maga Circe, narrata da Omero nell’Odissea ma il Circeo è un ambiente straordinario e ricchissimo di vita, un parco nazionale istituito nel 1933.

 

Nonostante sia stato preso d’assalto nel passato dall’uomo che ha fatto scempio di alcune sue parti, nonostante le ridotte dimensioni, è uno dei più vari d’Europa. Sono presenti 5 mondi ben diversi:

 

il primo è la selva del Circeo che comprende boschi umidi sopravvissuti alle bonifiche degli anni 30; il secondo è la duna costiera, spettacolare e tranquilla nelle stagioni diverse dall’estate, che si estende per 23 km tra il lido di  Latina e le rocce di Torre Paola; poi ci sono i 4 laghi costieri di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace, di Paola che la duna separa dal mare aperto dove troviamo una ricca avifauna e molte rovine romane, segue il promontorio del Circeo, un’autentica “montagna sul mare” che raggiunge i 541m di quota, difesa da pareti rocciose verticali e da ripidi pendii ricoperti  da un’intricata foresta di lecci, infine l’isola di Zannone che fa parte delle isole Pontine, ancora autenticamente selvaggia, raggiunge i 194 m di quota col monte Pellegrino, formata da rocce vulcaniche e da una costa rocciosa spettacolare, fa parte del parco dal 1979.

 

Ponza è un’isola interamente vulcanica, la sua caratteristica predominate è la roccia, le scogliere a picco sul mare, i numerosi anfratti, l’acqua cristallina sono le meraviglie che caratterizzano questa piccola perla del mare Tirreno, ricca di storia per presenza di siti archeologici di epoca greca e romana: necropoli, grotte artificiali, i resti di due sontuose ville imperiali e tante cisterne disseminate su tutto il territorio. Ponza Porto ha case colorate con colori pastello ed un centro storico fatto di viottoli e scalette che scendono al porto e salgono al belvedere.

 

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TREKKING TRA MONTEMARCELLO, TELLARO, LERICI E SAN TERENZO

 

Il primo lembo di Liguria che sfuma in Toscana

 

16 – 17 ottobre 2021

 

 

Il promontorio del Caprione è il sistema collinare che separa il Golfo della Spezia dalla pianura alluvionale della Magra. Percorrendo i suoi sentieri si potrà godere dei bei panorami verso il Golfo della Spezia sino al promontorio di Porto Venere e alle isole di Palmaria, Tino e Tinetto da una parte e sulle Apuane dall’altra. I sentieri si sviluppano tra i terrazzamenti e i boschi di leccio andando a toccare borghi di una bellezza poetica e ammaliante come Tellaro, Lerici, Fiascherino, Montemarcello, più o meno noti da tempo e raccontati da scrittori e personaggi illustri.

 

Nell’entrare in terra ligure, oltrepassando il capo di Punta Bianca, inizia il matrimonio tra mare e monti caratterizzato dagli stretti vicoli e dai muretti a secco dei paesini piccoli e indimenticabili a picco sul mare che caratterizzano il Golfo della Spezia, ribattezzato dal commediografo Sam Benelli il “Golfo dei Poeti”.

 

I punti forti di questo trekking: percorsi medio facili e godibili, molto panoramici lungo sentieri che si sviluppano a picco sul mare, nel bosco, tra i terrazzamenti e borghi che sono dei gioielli all’interno del Parco regionale Montemarcello Magra

 

La visita di Lerici e San Terenzo

 

Il lungomare “Walk of Poetry” tra Lerici e San Terenzo

 

Tellaro, inclusi i centri abbandonati di Portesone e Barbazzano

Montemarcello, Punta Bianca, Monastero Santa Croce, la foce del Magra
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TREKKING TRA MONTEMARCELLO, TELLARO, LERICI E SAN TERENZO

 Il primo lembo di Liguria che sfuma in Toscana

 

2 – 3 ottobre 2021

 

 

Il promontorio del Caprione è il sistema collinare che separa il Golfo della Spezia dalla pianura alluvionale della Magra. Percorrendo i suoi sentieri si potrà godere dei bei panorami verso il Golfo della Spezia sino al promontorio di Porto Venere e alle isole di Palmaria, Tino e Tinetto da una parte e sulle Apuane dall’altra. I sentieri si sviluppano tra i terrazzamenti e i boschi di leccio andando a toccare borghi di una bellezza poetica e ammaliante come Tellaro, Lerici, Fiascherino, Montemarcello, più o meno noti da tempo e raccontati da scrittori e personaggi illustri.

 

Nell’entrare in terra ligure, oltrepassando il capo di Punta Bianca, inizia il matrimonio tra mare e monti caratterizzato dagli stretti vicoli e dai muretti a secco dei paesini piccoli e indimenticabili a picco sul mare che caratterizzano il Golfo della Spezia, ribattezzato dal commediografo Sam Benelli il “Golfo dei Poeti”.
 

 

- I punti forti di questo trekking: percorsi medio facili e godibili, molto panoramici lungo sentieri che si sviluppano a picco sul mare, nel bosco, tra i terrazzamenti e borghi che sono dei gioielli all’interno del Parco regionale Montemarcello Magra

 

- La visita di Lerici e San Terenzo

 

- Il lungomare “Walk of Poetry” tra Lerici e San Terenzo

 

- Tellaro, inclusi i centri abbandonati di Portesone e Barbazzano

 

- Montemarcello, Punta Bianca, Monastero Santa Croce, la foce del Magra

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FINE ESTATE SULL’ISOLA DAL CUORE DI GRANITO

 

 l’ISOLA DEL GIGLIO IL 26 E 27 SETTEMBRE

 

 

Non è un week end ma una domenica ed un lunedì che qualcuno potrebbe apprezzare, due giornate di trekking sull’isola dal cuore di granito, tra ultimi bagni estivi e profumo di mosto 

 

 

 

Se l’Elba ha il cuore di ferro, il Giglio ce l’ha di granito. L’isola è collocata di fronte al promontorio dell'Argentario e per la sua posizione geografica "strategica" ebbe una storia avventurosa e contesa. Già abitata all'Età della Pietra, poi dagli Etruschi che ne fecero pare un avamposto militare, fu sotto il dominio romano che ebbe il momento di maggiore splendore. Il suo nome deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco “aigilion”, capra: isola delle capre, sulla quale prevale la macchia bassa mediterranea caratterizzata dal cisto e da altre essenze profumatissime. Non mancano specie rare ed endemiche del parco come il discoglosso sardo, sono frequenti gli incontri con i conigli selvatici e molti sono gli uccelli che qui si soffermano durante la migrazione autunnale. Non è raro inoltre avvistare i cetacei. Andremo alla scoperta della storia di quest’isola, del suo territorio, delle sue coste e spiagge al ritmo dei nostri passi, i fari a nord e a sud dell’isola e quello della Vaccareccia saranno i nostri punti di riferimento, percorrendo sentieri e vecchie mulattiere che gli abitanti usavano per spostarsi da una parte all’altra dell’isola. Numerose sono le vigne e della sua storia vinicola passata rimangono i caratteristici palmenti, piccole costruzioni rurali dette capannelli dai gigliesi ed utilizzati per la spremitura dell’uva. Oggi si possono trovare molti vini interessanti, di cui il più noto è l’Ansonoca. In una stagione estiva non ancora conclusa potremo concederci qualche bagno in mare e sentiremo il profumo del mosto che comincia a fermentare; il senso di quiete e di pace che ci avvolge ci conquisterà. Link per vedere foto dei trekking passati sull’isola https://www.odiapiedi.com/galleria/arcipelago-toscano/

 

più ifno a questo link


 

FINE ESTATE SULL’ISOLA DAL CUORE DI GRANITO

 

 l’ISOLA DEL GIGLIO IL 12 E 13 SETTEMBRE

 

Non è un week end ma una domenica ed un lunedì che qualcuno potrebbe apprezzare, due giornate di trekking sull’isola dal cuore di granito, tra ultimi bagni estivi e profumo di mosto 

 

 

 

Se l’Elba ha il cuore di ferro, il Giglio ce l’ha di granito. L’isola è collocata di fronte al promontorio dell'Argentario e per la sua posizione geografica "strategica" ebbe una storia avventurosa e contesa. Già abitata all'Età della Pietra, poi dagli Etruschi che ne fecero pare un avamposto militare, fu sotto il dominio romano che ebbe il momento di maggiore splendore. Il suo nome deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco “aigilion”, capra: isola delle capre, sulla quale prevale la macchia bassa mediterranea caratterizzata dal cisto e da altre essenze profumatissime. Non mancano specie rare ed endemiche del parco come il discoglosso sardo, sono frequenti gli incontri con i conigli selvatici e molti sono gli uccelli che qui si soffermano durante la migrazione autunnale. Non è raro inoltre avvistare i cetacei. Andremo alla scoperta della storia di quest’isola, del suo territorio, delle sue coste e spiagge al ritmo dei nostri passi, i fari a nord e a sud dell’isola e quello della Vaccareccia saranno i nostri punti di riferimento, percorrendo sentieri e vecchie mulattiere che gli abitanti usavano per spostarsi da una parte all’altra dell’isola. Numerose sono le vigne e della sua storia vinicola passata rimangono i caratteristici palmenti, piccole costruzioni rurali dette capannelli dai gigliesi ed utilizzati per la spremitura dell’uva. Oggi si possono trovare molti vini interessanti, di cui il più noto è l’Ansonoca. In una stagione estiva non ancora conclusa potremo concederci qualche bagno in mare e sentiremo il profumo del mosto che comincia a fermentare; il senso di quiete e di pace che ci avvolge ci conquisterà. Link per vedere foto dei trekking passati sull’isola https://www.odiapiedi.com/galleria/arcipelago-toscano/

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TREKKING PER LE VIE CAVE ETRUSCHE

 

TRA PITIGLIANO, SORANO, SOVANA, VITOZZA

 

28 - 29 agosto 2021

 

 

Le vie cave e le belle città del tufo di Pitigliano, Sorano, Sovana, Vitozza e San Quirico; un viaggio indietro nel tempo nella natura e nei misteri della Maremma Toscana, saremo baldanzosi esploratori in cammino nelle fresche vie cave e faremo anche una visita guidata con Stefania di Pitigliano.

 

 

Già nel 2004 le Vie cave di Pitigliano e Sorano vengono riconosciute come beni di interesse mondiale e pertanto da tutelare.

 

Le Vie Cave sono opere uniche al mondo, antichissimi ed affascinanti percorsi etruschi, misteriosi corridoi scavati nella roccia tufacea che caratterizza il territorio di questa parte della Maremma; le ragioni che hanno portato gli Etruschi a realizzare questi percorsi sono ancora un mistero.

 

Essi divennero maestri nella lavorazione e perforazione di questo materiale poroso e relativamente fragile, costruirono tombe, ipogei, pozzi e cunicoli ma le opere più singolari sono le cosiddette vie cave o tagliate, corridoi semi sotterranei con pareti alte 20-30 metri. La lunghezza dei percorsi, il loro anomalo andamento, la permanente semioscurità, le aperture e i repentini restringimenti in cui si imbatte chi vi si avventura, rendono suggestivi e spettacolari questi arcaici corridoi.

 

Di certo non furono opere per canalizzare le acque, né tantomeno vie di comunicazione.

 

Perché scavarle così in profondità?  Molte hanno andamento parallelo tra loro, altre si intersecano creando dei labirinti, altre ancora hanno andamento concentrico.

 

Ci sono delle risposte certe, delle teorie, delle leggende, delle storie…poi nel Medioevo, proprio in questi luoghi ricchi di sacralità e mistero, per esorcizzare il culto pagano, il cristianesimo volle costruire tabernacoli, chiese, oratori e cappelle.

 

Percorrerle oggi ci riempie di bellezza e ci fa rivivere i misteri e la sacralità del popolo etrusco che proprio nel culto dei morti, nel realizzare necropoli sembra volere stabilire un contatto col sottosuolo; tagliare la roccia penetrare il suo cuore, addentrarsi nei suoi bui recessi, significava aprire un varco verso una dimensione sovrannaturale;  il mondo dei vivi e quello dei morti entravano in contatto attraverso questi cunicoli e labirinti che dovevano essere percorsi con rigidi ritualismi di cui noi oggi percepiamo ancora l’intensa potenza di contatto. Più info qui

 


 

TREKKING PER LE VIE CAVE ETRUSCHE

 

TRA PITIGLIANO, SORANO, SOVANA, VITOZZA

 

7 - 8 agosto 2021

 

 

Le vie cave e le belle città del tufo di Pitigliano, Sorano, Sovana, Vitozza e San Quirico; un viaggio indietro nel tempo nella natura e nei misteri della Maremma Toscana, saremo baldanzosi esploratori in cammino nelle fresche vie cave e faremo anche una visita guidata con Stefania di Pitigliano.

 

 

Già nel 2004 le Vie cave di Pitigliano e Sorano vengono riconosciute come beni di interesse mondiale e pertanto da tutelare.

 

Le Vie Cave sono opere uniche al mondo, antichissimi ed affascinanti percorsi etruschi, misteriosi corridoi scavati nella roccia tufacea che caratterizza il territorio di questa parte della Maremma; le ragioni che hanno portato gli Etruschi a realizzare questi percorsi sono ancora un mistero.

 

Essi divennero maestri nella lavorazione e perforazione di questo materiale poroso e relativamente fragile, costruirono tombe, ipogei, pozzi e cunicoli ma le opere più singolari sono le cosiddette vie cave o tagliate, corridoi semi sotterranei con pareti alte 20-30 metri. La lunghezza dei percorsi, il loro anomalo andamento, la permanente semioscurità, le aperture e i repentini restringimenti in cui si imbatte chi vi si avventura, rendono suggestivi e spettacolari questi arcaici corridoi.

 

Di certo non furono opere per canalizzare le acque, né tantomeno vie di comunicazione.

 

Perché scavarle così in profondità?  Molte hanno andamento parallelo tra loro, altre si intersecano creando dei labirinti, altre ancora hanno andamento concentrico.

 

Ci sono delle risposte certe, delle teorie, delle leggende, delle storie…poi nel Medioevo, proprio in questi luoghi ricchi di sacralità e mistero, per esorcizzare il culto pagano, il cristianesimo volle costruire tabernacoli, chiese, oratori e cappelle.

 

Percorrerle oggi ci riempie di bellezza e ci fa rivivere i misteri e la sacralità del popolo etrusco che proprio nel culto dei morti, nel realizzare necropoli sembra volere stabilire un contatto col sottosuolo; tagliare la roccia penetrare il suo cuore, addentrarsi nei suoi bui recessi, significava aprire un varco verso una dimensione sovrannaturale;  il mondo dei vivi e quello dei morti entravano in contatto attraverso questi cunicoli e labirinti che dovevano essere percorsi con rigidi ritualismi di cui noi oggi percepiamo ancora l’intensa potenza di contatto. più info qui

 


 

 

 Il Lago di Garda dall’alto: vertiginosa meraviglia

 

Dall’1 al 4 luglio 2021

 

 

 

Con il lago di Garda ho un legame affettivo che dura da una vita, da quando sin da piccola si partiva dalla Calabria per trascorrere quassù quasi due mesi d’estate; la casetta meravigliosa in campagna all’ombra della quercia, dalla quale da adolescente volevo per lo più venire via, è all’origine del mio amore per la natura e di come sono adesso.

 

La premessa è necessaria per spiegare come mai ho scelto di farvi conoscere questa parte del lago, sicuramente meno nota rispetto a quella meridionale ma indiscutibilmente bella, dove il parco alto Garda Bresciano istituito nel 1989 è la riprova del patrimonio naturalistico qui celato.

 

Tremosine è un verde altopiano disseminato di minuscole frazioni, da un lato tagliato a picco sul lago con abbacinanti falesie dallo spiccato carattere mediterraneo, dall’altro contornato da una selvaggia regione montuosa, ricoperta da fitti boschi di abeti e faggi. Di fronte, al di là del lago, l’imponenza del Monte Baldo.

 

Per arrivare a Tremosine si deve percorrere “la strada nella forra”, un capolavoro di ingegneria stradale, opera epica e coraggiosa inaugurata nel 1913, prima di questa data un sentiero tortuoso e ripido collegava Pieve di Tremosine con il lago; percorrendola sembra di entrare nella montagna che incombe dall’alto con la sua rigogliosa vegetazione, nel frastuono del corso d’acqua che ancora scava le pareti della forra.

 

All’inaugurazione, nel 1913, un corrispondente della Frankfurter Zeitung la definì «la strada più bella del mondo».

 

 

 

Limone sulla costa del lago, ai piedi dei monti, lascia ancora trapelare dietro il bazar della sua attuale vocazione turistica, i tratti originari di un borgo di pescatori, “giardinieri” e “montanari”. I pilastri delle limonaie sono l’affascinante memoria di un’attività economica particolarissima per una regione così a nord.

 

Riva del Garda, elegante cittadina, perla del lago di Garda ha ospitato nel passato personaggi illustri come Nietzsche, Kafka, i fratelli Mann che ne hanno decantato la bellezza e piacevolezza del soggiorno.

 

Il Sentiero del Ponale spettacolare strada a picco sul lago è stata trasformata nel 2004 in un percorso transitabile a piedi e in bicicletta, è il sentiero più conosciuto e frequentato del Garda Trentino, è un classico imperdibile.

 

Il percorso da Limone a Punta Larici per godere di uno dei panorami più stupefacenti del lago.

 

Il sentiero da Pieve di Tremosine a Campione del Garda per fare nostro questo paesaggio che non conosce mezze misure, contrassegnato da contrasti netti: acqua e roccia, ombra e luce, calura e frescura, aridità e rigoglio.

 

Il sentiero Busatte-Tempesta a Torbole, una passeggiata panoramica nella parte più settentrionale del lago.

 

La ciclabile del Garda tra Limone e Capo Reamol, inaugurata nel luglio del 2018, soprannominata “ciclovia dei sogni”, è una panoramica passerella d’acciaio che corre lungo il lago, In certi punti a sbalzo sull’acqua, agganciata alla roccia viva, regala a chi la percorre una vista mozzafiato della sponda trentina.

 

Il Parco Alto Garda Bresciano un’area di grande pregio naturalistico e ambientale, con punto di forza quello paesaggistico. Un piccolo "sistema alpino" a sé stante ricco di forti contrasti ambientali di carattere altimetrico (dai 65 metri sul livello del mare del lago ai quasi 2000 m. delle montagne più elevate), climatico e vegetazionale (dalla macchia mediterranea agli endemismi rupicoli subalpini).

più info qui


 

LA VIA GHIBELLINA DA FIRENZE A LA VERNA 

 Dal 17 al 20 giugno 2021

 

La Via Ghibellina collega Firenze con il Santuario de La Verna, meta spirituale dell'itinerario, per un totale di circa 80 km, è un trekking impegnativo per la lunghezza delle tappe ed il dislivello.

 

In un territorio già segnato da antiche strade di origine romana, è certo che un contributo rilevante alla viabilità venne dai conti Guidi di Poppi, importante famiglia che per circa cinque secoli estese il suo dominio feudale sulla Romagna, il Casentino, parte delle terre fiorentine e di quelle pistoiesi. La Ghibellina era chiamata Via dei Guidi di Poppi, e proprio alla nobile famiglia era delegata la sua manutenzione; i conti Guidi tramite questa strada potevano portare prontamente il loro aiuto militare a Firenze, città alleata.

 

Venute meno le esigenze strettamente militari, la zona si andò affermando come luogo di fede: accanto all’abbazia di Vallombrosa, complesso di grande rilevanza spirituale, c’è il santuario di Santa Maria del Sasso di Bibbiena, costruito per volere di Lorenzo il Magnifico, quello di Santa Maria delle Grazie a Stia, il monastero di San Giovanni Evangelista e quello di Santa Maria della Neve a Pratovecchio. I primi 3 santuari sono sul nostro percorso, l’itinerario si conclude al santuario de La Verna, fondato da san Francesco nel 1213: luogo di stupefacente bellezza e tra i più importanti del francescanesimo. La tappa finale di 14 km ci consente di arrivare abbastanza presto a La Verna e potremo quindi visitare e approfittare della bellezza e della quiete straordinaria di questo luogo.

 

Il percorso attraversa il Casentino, oasi verde dell’Appennino tosco romagnolo, è una delle terre più belle della Toscana. La sua conformazione lo rende simile a un anfiteatro racchiuso entro dorsali montuose e attraversato dall’Arno. La Via Ghibellina si snoda dunque attraverso una ricca varietà di paesaggi, passando dalla vite e dall’olivo delle colline prossime a Firenze, alle faggete e ai pascoli di media quota.

 

Quasi tutto il percorso si snoda su sentieri, strade bianche o se asfaltate, poco trafficate. Alcuni tratti lastricati testimoniano un’antica origine. 

 

Dal Palazzo del Bargello, centro del potere dei conti Guidi e attraversando Piazza Santa Croce giungiamo sui lungarni di Firenze che percorriamo fino a Nave di Rovezzano. Si raggiunge l’Antico Spedale del Bigallo, dove nel Medioevo venivano accolti i viandanti. Si prosegue salendo verso Montecucco, percorrendo suggestivi lastricati, per scendere poi ai ruderi del Monastero di Corsignano, ora detto Monasteraccio. Prima di Rignano sull'Arno si incontra il sito di Castelluccio di Rignano e la stupenda Pieve di San Leonino.  Salendo verso Vallombrosa si incontra la Pieve di San Pietro a Pitiana sulla Via Aretina Vetus, e dopo un’erta salita di 6 km che fa toccare quota 1.000 metri di altitudine, si giunge a uno dei luoghi più visitati della Toscana: l’abbazia di Vallombrosa con la sua stupenda foresta che regala un momento di grande emozione.

 

Dalla Croce Vecchia si scende verso Pieve Molino, e più oltre si attraversa il torrente Pistiano su un bellissimo ponte medievale. Da Pagliericcio dove è possibile visitare il Mulino Grifoni mosso dalle acque del Torrente Solano, ancora in funzione per merito dei fratelli Grifoni che con amore e dedizione proseguono il lavoro dei loro avi. (info qui)


GRANDE TRAVERSATA ELBANA

La spina dorsale dell’isola

 dal 30 maggio al 2 giugno 2021

 

La Grande Traversata Elbana è la spina dorsale che attraversa tutta l’isola, da est a ovest diramandosi poi a nord e a sud in prossimità del Monte Capanne.

Percorrendo questo magnifico sentiero possiamo conoscere tutti gli ambienti dell’isola, con cambi di vegetazione frequenti; le rocce variegate e variamente mineralizzate che hanno determinato da sempre la storia estrattiva dell’isola e parte del suo aspetto attuale sono il colorato substrato su cui ci muoveremo.

Le fioriture saranno al massimo del loro splendore e solo per ricordare qualche essenza, cammineremo tra il giallo delle ginestre, il viola della lavanda, il bianco degli asfodeli, il rosa dei cisti, le variegate orchidee, tra profumi e visioni inebrianti.

E’ un trekking grandioso che percorreremo in 4 giorni, si svolge per lo più su crinale e, oltre ad offrire continui affacci su tutti i versanti dell’isola, il continente, le altre isole dell’arcipelago e la Corsica, permette di raggiungere i centri abitati dell’isola ed entrare in contatto con la realtà del posto.

Il trekking è valutato di difficoltà E, in alcuni tratti EE. Verranno affrontate discrete pendenze e il fondo spesso costituito da roccia viva non è semplice da percorrere; più di 70 km di percorso, in salita e in discesa oltre 2000m di dislivello; una bella soddisfazione oltre che un innegabile piacere. (più info)

Foto del trekking che abbiamo effettuato a settembre 2020 a questo link:  foto GTE